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pignata legumi

La pignata è un recipiente di terracotta che veniva utilizzato largamente nel Salento. La forma classica della pentola è quella di una giara, con due manici smaltati in cima. Ma è anche un metafora, poichè indicata un metodo di cottura lento e continuo.

In passato le preparazioni alla pignata prevedevano l'utilizzo del fuoco. La pentola veniva posta sulla brace e lontano dalla fiamma, spesso associata ad un altro coccio pieno d'acqua. In questo modo l'acqua calda per i rabocchi era sempre disponibile. Pignata sta anche per minestra. "Mettere la pignata" vuol dire mettere a bagno i legumi la sera prima, per poi cuocerli il giorno dopo.

"Li uai ti la pignata li sape sulu la cucchiara ca li ota

Letteralmente, i guai di una pignata li conosce solo il cucchiaio che la rimesta. Questo proverbio indica il fatto che i guai di una persona può conoscerli solo lei stessa.
La cottura alla pignata era molto lunga. Durava, infatti, diverse ore in cui la zuppa non raggiunge mai il bollore completo. La massaia la posizionava nel focolare, mentre si dedicava alle altre faccende domestiche, avendo cura di schiumare i legumi di tanto in tanto e di ravvivare le braci.

Il piatto era reso gustosissimo dall'accompagnamento dei "muersi fritti" (morsi fritti), cioè da tocchi di pane di semola, fritti in abbondante olio d'oliva. I legumi venivano, e vengono ancora oggi, serviti come zuppa calda, in cui viene intinto il pane e con un filo d'olio d'oliva. 


PREPARAZIONE DIFFICOLTÀ PORZIONI
Un giorno per l'ammollo + almeno un'ora di cottura Bassissima 6 persone

legumi pignata pane fritto    
INGREDIENTI:
Ceci secchi un piccolo pugno a commensale
Fagioli dall'occhio un piccolo pugno a commensale
Sedano una costa
Cipolla o porro 1
Carota 1
Rosmarino 1 rametto
Sale q.b.
Acqua calda q.b.
Pane di semola di grano duro  
Olio d'oliva  
Puntarelle 1 kg
Pane di grano duro 2 fette a commensale
STRUMENTI:
Recipiente di terracotta  Schiumarola
   


Ovviamente, non possiamo chiedervi di cuocere al fuoco la pignata, ma vi indicheremo come fare, assieme alla cottura sui fornelli. Si trovano, infatti, oggigiorno, delle casseruola di terracotta che possono essere direttamente poste sulla fiamma. Partiamo dai legumi secchi. La sera prima o almeno 24 ore prima della cottura, i legumi devono essere messi in ammollo con acqua e una presa di sale grosso. Questo permetterà ai ceci e fagioli di reidratarsi.

Passato il tempo, ponete i legumi lavati e scolati in acqua fresca in un tegame di terracotta. Aggiungete il sedano, la carota, la cipolla e il rosmarino. Io aggiungo anche una patata. Mettete la pentola sul fornello a fuoco basso. I legumi non devono essere fatti bollire, ma sobbollire dolcemente. Nella fase iniziale della cottura i legumi tendono a schiumare, cioè a produrre delle sostanze poco nutrienti e saponine, sotto forma di bollicine.

Con l'ausilio della schiumarola, eliminate la schiuma che si dispone sulla superficie. Questa operazione rende i legumi più digeribili. Ultimata la schiumatura, potete coprire il tegame e continuare la cottura a fuoco basso. Se necessario rabboccate con acqua calda. Quando i legumi saranno quasi pronti, aggiungete una presa di sale grosso. Ultimate la cottura.

Come descritto in alto, se a casa avete il camino, potete cuocere la pignata al fuoco. Semplicemente separando le braci e collocando la pignata su di esse. La brace va, naturalmente, ravvivata durante la cottura. Una volta cotti i legumi, mettete sul fuoco un tegame con due dita d'olio d'oliva. Tagliate il pane di semola a fette e friggete finchè non rosolano. Mondate le puntarelle e bollitele in abbondante acqua salata.

Servite la minestra di legumi, con una forchettata di verdure bollite e intingendo il pane ai lati.

Dove non è espressamente indicato, il contenuto fotografico delle ricette non è di proprietà di "Fornelli e Ricette". La fonte è il web.

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